GALLERANI GIOVANNI

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GALLERANI GIOVANNI

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Badia Polesine 20 marzo 1860 – Bari 20 febbraio 1940

Fisiologo il cui nome è legato alla scoperta della molteplicità delle emoglobine; storico della scienza medica pugliese; pugliese d’adozione.

Il fisiologo Giovanni Gallerani, nato a Badia Polesine il 20 marzo 1860 e morto Bari

il 20 febbraio 1940, che per quasi un decennio (1926-’35) svolse in Bari il suo magistero dalla cattedra universitaria della sua disciplina, fu un uomo di vasta cultura umanistica, nel campo delle scienze fisiche e naturali, della storia e dell’’arte.

Se il suo nome di fisiologo resta legato alla scoperta della molteplicità delle emoglobine, che egli basò su risultati di sue indagini chimico-fisiche e spettrofotometriche ancor oggi fondamentali, tanto da essere state prese a modello dai successivi ricercatori (primo fra tutti l’illustre Barcroft), a Giovanni Gallerani compete un posto onorevole anche nella storia delle arti sanitarie.

Qui vogliamo ricordarlo come storico della scienza medica pugliese, che egli amò illustrare da par suo in due momorabili occasioni, vale a dire alla prima Esposizione Nazionale di Storia della Scienza di Firenze (1929) e al Congresso della Società italiana per il Progresso delle Scienze in Bari (1933).

Nominato presidente del comitato interprovinciale per la ricerca di documenti che attestassero il contributo di pensiero dato, attraverso i secoli, dalla Terra di Puglia, il Nostro nel 1929, raccolse con fervore notizie storiche interessanti ed originali sugli uomini pugliesi di scienza positiva, sperimentale e tecnica e sulle loro opere. Ne pubblicò a stampa una succinta relazione, tanto più utile ed opportuna in quanto la gran parte di lavori e cimeli storici dei più insigni pugliesi sono esulati in Biblioteche e Musei di altre città, fuori della regione.

Nel 1933, poiché si doveva tenere in Bari, dal 12 al 18 ottobre, la XXII Riunione della Società Italiana per il progresso delle Scienze, il rettore pro tempore  dell’Università, che era presidente della giunta esecutiva del congresso, delegò Giovanni Gallerani all’allestimento di una Mostra del pensiero pugliese nella storia delle scienze. Copiosa e importante fu la messe dei cimelii e documenti relativi a scoperte, invenzioni, opere di scienziati pugliesi, che hanno nel tempo, onorato l’umanità, messe che Gallerani seppe raccogliere specialmente nel campo della biologia, della medicina ed arti ausiliarie, della fisica, della chimica, delle matematiche, dell’archeologia, dell’industria e dell’agricoltura.

Con l’ausilio di amicizie, di scritti, di circolari a stampa inviate si nei più remoti paesi del Gargano o della penisola salentina, con la collaborazione fattiva e intelligente di quanti in Puglia avessero il culto delle tradizioni e dei ricordi, la passione dei trovamenti storici, la competenza nella scelta del materiale illustrativo, e di quanti fossero in grado di dargli comunque una indicazione, un suggerimento, una guida, Giovanni Gallerani vide coronati i suoi nobili sforzi, poiché riuscì ad allestire una rassegna di documenti vari sul contributo recato alle scienze positive da illustri figli della Puglia nelle diverse epoche storiche (a cominciare da quella gloriosa della Magna Grecia).

Egli fu compiaciuto della sua opera e ne fece una dotta comunicazione al Congresso il 16 ottobre di quell’anno, ad illustrazione della Mostra da lui pazientemente e sapientemente preparata. La comunicazione, svolta nella Sezione di Fisiologia e Psicologia (presieduta da Silvestro Baglioni), suscitò vivo interesse, tanto che offrì lo spunto a Pericle Ducati, vice presidente della Società. di formulare (a nome proprio e di G. Gerola, G.M. Monti, F. Ribezzo e F. Stella Maranca) un voto per l’istituzione della Facoltà di Lettere presso l’Università di Bari. “ho visto la Mostra del Pensiero Pugliese, e quale serie numerosa di uomini illustri ha dato questa terra di Puglia, non solo illustri nelle scienze esatte e nelle scienze biologiche, ma anche illustri nelle scienze morali, e specialmente nella filosofia e nella storia. Perciò — concludeva Ducati — io raccomando assai l ‘approvazione di questo voto e faccio l’augurio che tale Facoltà di Lettere possa essere istituita al più presto”. Gallerani completò l’illustrazione iconografica della Mostra con una serie di cartoni, su cui erano state elegantemente stampate le principali notizie riguardanti la vita, le opere, l’attività scientifica degli illustri pugliesi. Ho potuto ritrovare, raccogliere e conservare nella Biblioteca dell’Istituto Fisiologico di Bari la maggior parte di questi cartoni, che, per la sobrietà, la concisione, la precisione e l’originalità delle notizie riferitevi, costituiscono una ambita fonte di indagini per i cultori di storia dell’arte sanitaria in Puglia. Il Nostro fu perfettamente conscio dell’utilità e del valore euristico del suo operato e della Mostra; con soddisfazione di erudito e con la signorilità che lo distingueva, egli rese noti i dati della sua indagine non solo alle autorità cittadine dell’epoca, ma anche ai sodali della Società delle Scienze, cui personalmente volle illustrare i cimelii, le fotografie, i documenti da lui accuratamente raccolti e catalogati.

L’importanza che egli dette a questa sua nobile fatica fatto viene testimoniata dal che, accanto alla sua comunicazione sul contributo dato allo sviluppo delle scienze positive dal genio di Puglia, ne svolse (nella stessa seduta della Sezione di Fisiolgia e Psicologia) un’altra, nella quale, quasi come un testamento scienti- fico, espose cronologicamente le risultanze di tutti i suoi studi sulla molteplicità delle emoglobine, fino agli ultimi di quell’anno, rivendicando a sé, giustamente, la priorità di quelle delicate indagini di fisiologia.

Relazione tenuta dal Prof. Michele Mitolo  al Centro Pugliese dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, 10 aprile 1954 tratta dal libro “L’Accademia Pugliese delle Scienze nel suo ottantesimo anno dalla fondazione 1925-2005 a cura di Vittorio Marzi, Adda Editore, 2009.

https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-gallerani_%28Dizionario-Biografico%29

GALLERANI, Giovanni

 

di Alessandro Porro – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 51 (1998)

 

GALLERANI, Giovanni. – Nato a Badia Polesine il 20 marzo 1860, da Ferdinando, nel 1885 si laureò in medicina e chirurgia presso l’Università di Padova. Assistente di patologia generale subito dopo la laurea, nella stessa Università entrò, nel 1886, come assistente nell’istituto di fisiologia diretto da F. Lussana, del quale divenne allievo e collaboratore.

Conseguita la libera docenza in fisiologia nel 1889, nello stesso anno ottenne l’incarico di insegnamento di fisiologia sperimentale nella libera Università di Camerino: presso questo Ateneo, nel 1890, vinse il concorso per professore straordinario della materia e nel 1892 divenne professore ordinario, ricoprendo anche l’incarico di preside di facoltà e la carica di rettore negli anni 1893-95, 1901-03, 1905-07, 1909-11, 1913-24.

Durante il primo conflitto mondiale prestò volontariamente la propria opera come rettore del Centro fisioterapico militare del 7° corpo di armata di Ancona. Nel dicembre 1926, succedendo a T. Gayda, assunse la direzione della cattedra di fisiologia e dell’istituto di fisiologia e chimica biologica dell’Università di Bari, che resse, come professore ordinario, fino al 1935, quando lasciò l’insegnamento per raggiunti limiti di età.

Formatosi alla scuola patavina, il G. individuò nella neurofisiologia il primo, privilegiato settore di ricerca. Numerosi furono i suoi contributi allo studio dell’attività cerebrale e cerebellare e alla patogenesi dell’epilessia, dalla tesi per il concorso alla libera docenza – Contributo alla fisiologia delle commessure encefaliche. Sostituzioni funzionali del cervello (Padova 1888) -, ai vari lavori pubblicati sui periodici scientifici: L’étude des substitutions fonctionnelles dans le cerveau proprement dit, faite sur les pigeons, comme contribution à la physiologie des commissures, in Archives italiennes de biologie, XII (1889), 3, pp. XXXV-XXXVII; La cinchonidine. Contribution à la pathogenèse de l’épilepsie, ibid., pp. XXXVIII-XLI, in collab. con F. Lussana; Résultats expérimentales sur le cerveletibid., pp. XLI-XLII, in collab. con A. Borgherini; Contributo alla dottrina di Schiff e Lussana sulla funzione dei centri nervosi mesencefalici, in Riv. sperimentale di freniatria e medicina legale delle alienazioni mentali, XVI (1890), pp. 479-484, in collab. con F. Lussana; Eccitabilità della corteccia cerebrale allo stimolo

chimico in contribuzione allo studio della patogenesi dell’epilessia e della corea, in Arch. per le scienze mediche, XV (1891), pp. 211-232, in collab. con F. Lussana; Sensibilité de l’écorce cérébrale à l’excitation chimique; contribution à l’étude de la pathogenèse de l’epilepsie et de la chorée, in Arch. ital. de biologie, XV (1891), pp. 396-403, in collab. con F. Lussana; Contribuzione allo studio dell’attività funzionale del cervelletto, in Riv. sperim. di freniatria e med. legale delle alienaz. mentali, XVII (1891), pp. 231-262, in collab. con A. Borgherini; Sezione mediana antero-posteriore del verme del cervelletto; contributo allo studio della fisiologia del cervellettoibid., XVIII (1892), pp. 369-380, in collab. con A. Borgherini (su questo lavoro, tuttavia, pesò il severo giudizio dell’illustre studioso della fisiologia cerebellare L. Luciani: Nota critica alla precedente memoria dei dottori Borgherini e G.ibid., pp. 381-387); Funzione respiratoria del nervo depressore di Cyon; natura dei centri respiratorii bulbari, respirazione periodica – meccanismo d’azione della colina, in Arch. di fisiologia, XII (1913-14), pp. 1-59.

Nelle indagini sulla natura dei pigmenti ematici il G. recò l’importante contributo della dimostrazione dell’esistenza di diverse specie di emoglobina che variano nel sangue dello stesso animale in diverse condizioni di osservazione e l’originale introduzione della spettrofotometria nello studio della composizione chimica del sangue: Resistenza della emoglobina nel digiuno, in Ann. di chimica e di farmacologia, s. 4, XVI (1892), pp. 141-159 (e, con il titolo modificato: Resistance de la combinaison entre l’hémoglobine et le stroma des corpuscles sanguins dans le jeûne, in Arch. ital. de biologie, XVIII [1892-93], pp. 463-468); Sulla molteplicità delle emoglobine nel sangue. Studi di spettrofotometria, Roma 1894; La dispersione anomala dell’emoglobina nei suoi stati diversi (respiratori) e nei diversi animali. (Contributo all’analisi differenziale qualitativa e quantitativa dei pigmenti), Camerino 1902; Sur la nature et les variantes du rapport d’absorption spéctrophotométrique de l’oxyhémoglobine, et en général sur la loi d’absorption par rapport à la concentrantion, a l’épaisseur des solutions colorées, à la nature du spéctrophotomètre et à la constitution chimique de la substance, in Arch. ital. de biologie, XXXVII (1902), pp. 1-24; Sulla molteplicità delle emoglobine, in Atti della Società ital. per il progresso delle scienze. Ventiduesima riunione. Bari 12-18 ottobre 1933, III, Rapporti e comunicazioni di classe B, 1934, pp. 76 s.

Le tecniche spettrofotometriche, che dovevano poi essere estesamente impiegate nelle indagini analitiche, cliniche e sperimentali, furono accuratamente studiate dal G.: La spettrofotometria applicata alla chimica fisiologica, alla clinica e alla medicina legale. Studio critico sperimentale, Milano 1903.

Utilizzando tale metodo di indagine, inoltre, egli poté dimostrare che l’anello pirrolico è preformato nelle melanine e svolge un ruolo essenziale nella loro genesi: Se le melanine possono derivare dall’ossitirosina. Ricerche spettrofotometriche, in Boll. della Società eustachiana, XXV (1927), pp. 50-56 (trad. in francese in Arch. ital. de biologie, LXXVIII [1927-28], pp. 200-205). Ancora nel settore della chimica biologica sostenne che gli enzimi debbono essere considerati liberatori di energia elettronica: Enzymes digestifs et glycolytyques et la théorie électroniqueibid., LXII (1914), pp. 242-258.

Oltre alle ricordate ricerche di carattere propriamente sperimentale, il G. si dedicò anche a studi psicofisici, a seguito dei quali sostenne, in contrasto con certa corrente antropologico-psichiatrica che vedeva nel genio il prodotto di una psicosi degenerativa epilettoide, che il genio è in realtà la perfezione strutturale dell’organismo umano: L’inibizione e gli stati ipnotici, in Giorn. della R. Acc. di medicina di Torino, LXV (1902), pp. 149-177; Sulla natura psico-meccanica di alcune

sensazioni e rappresentazioni musicali. Analisi del prodotto genialeibid., pp. 133-148; Ancora sulla natura psico-meccanica di alcune sensazioni e rappresentazioni musicali, in Boll. della Soc. eustachiana, I (1903), pp. 1-23.Il G. si interessò inoltre di ottica fisica e fisiologica e fu anche autore di studi sulla trasmissione televisiva, di cui descrisse gli strumenti impiegati e la ricerca delle possibili modalità della trasmissione a colori: Intorno ai centri visivi dei colombi ed alle fibre commessurali, in Arch. per le scienze mediche, XVI (1892), pp. 215-224, in collab. con A. Stefani; La televisione, in Boll. della Soc. eustachiana, XXIV (1926), pp. 95-106.

Il Prof. Gallarani con i suoi allievi

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