NANULA GAETANO

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NANULA GAETANO

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Comandante in Seconda della Guardia di Finanza dal 15 novembre 1996 al 14 novembre 1998, Generale di Divisione.

Nella prima parte della sua carriera è stato prevalentemente impegnato presso il Nucleo Centrale di polizia tributaria di Roma, il Nucleo Regionale di polizia tributaria di Milano ed il Comando Generale del Corpo.
Ha poi comandato prestigiosi reparti fra i quali il Nucleo Regionale di polizia tributaria di Palermo, la Legione di Bari, la Zona di Napoli e la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.
Da ultimo ha diretto la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia.
E’ laureato in Giurisprudenza ed in Economia e Commercio ed è titolato del Corso Superiore Polizia Tributaria.
Ha frequentato il Corso per Dirigenti d’Azienda presso la Confederazione Italiana Dirigenti d’Azienda ed il Corso di perfezionamento in Studi Europei presso la Scuola Europea.
Ha fatto parte di numerose Commissioni Ministeriali ed è stato componente del Comitato Tecnico per l’attuazione della Riforma Tributaria.
Congiuntamente ad una intensa attività operativa, ha assolto una lunga attività didattica, insegnando all’Università “La Sapienza” di Roma, alla Scuola Centrale Tributaria “Vanoni” e presso i maggiori istituti d’istruzione della Forze di Polizia.
E’ autore di numerose pubblicazioni a carattere tecnico – scientifico, fra le quali vanno ricordati i volumi: La rivalutazione monetaria dei cespiti patrimoniali della imprese, Milano, 1977; Il nuovo bilancio delle società, Milano, 1981; La lotta alla mafia, terza edizione, Milano, 1996.
Gli è stato attribuito due volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per scrittori italiani.
E’ insignito di numerosi Encomi Solenni, per operazioni di eccezionale importanza, che hanno sovente riscosso il plauso delle Autorità Governative italiane e talora del Governo degli Stati Uniti d’America, per aver portato alla scoperta di rilevanti frodi tributarie, commesse da grandi complessi industriali e commerciali, nonchè di gravi reati consumati dalla criminalità organizzata anche internazionale.
Il Generale Nanula è insignito delle seguenti onorificenze: Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Medaglia Mauriziana per 10 lustri di carriera militare, Medaglia d’Oro di lungo Comando e Croce d’Oro con stelletta per 40 anni di anzianità di servizio.

9 novembre 1998 Presidenza Oscar Luigi Scalfaro e Gen.div Gaetano Nanula
Comandante im 2^ della Guardia di Finanza
Nanula Gen.C.A. Dott. Gaetano

Onorificenza

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza in pensione
Data del conferimento: 27/12/2003 Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri

La lotta alla mafia

Gaetano Nanula Giuffrè Editore, 2012 – 110 pagine

Il volume si compone di un commento d’autore sulle modifiche apportate dal Codice Antimafia e di un’utile tabella finale in cui è possibile confrontare la disciplina vecchia e nuova.

Bolle di sapone
di Gaetano Nanula

Valore Italia. Ridare slancio
e fiducia al nostro Paese
di Gaetano Nanula

https://www.barlettalive.it/news/cronaca/719117/morto-il-gen-gaetano-nanula-barletta-ne-piange-la-scomparsa

Il cordoglio Morto il Gen. Gaetano Nanula, Barletta ne piange la scomparsa

Oggi Barletta perde un illustre cittadino che per tutta la sua carriera ha saputo dimostrarsi esempio di totale dedizione verso il pubblico interesse e verso i propri doveri di servitore dello Stato”
Barletta domenica 13 maggio 2018
di La Redazione

Nell’immagine, il generale Gaetano Nanula (allora comandante in seconda della Guardia di Finanza) e Nino Vinella (all’epoca presidente del consiglio d’istituto del Cassandro) in una foto del 1994
*Si legge nel messaggio di cordoglio del Commissario prefettizio Gaetano Tufariello per la scomparsa del Generale in pensione Gaetano Nanula, già Comandante in Seconda della Guardia di Finanza: “Unitamente al cordoglio mio personale e dell’Amministrazione comunale di Barletta pervengano ai familiari del generale Gaetano Nanula gli autentici sentimenti di vicinanza di tutta la città. Oggi Barletta perde un illustre cittadino che per tutta la sua carriera ha saputo dimostrarsi esempio di totale dedizione verso il pubblico interesse e verso i propri doveri di servitore dello Stato. Il Generale Nanula ha saputo legare virtuosamente il proprio nome e il proprio operato ad un intimo senso della legalità e a una piena coscienza della propria responsabilità verso l’intera comunità nazionale. Per questo Barletta ne sentirà la mancanza”. Io lo ricordo con orgoglio e con rimpianto. Orgoglio per aver condiviso alcune tappe importanti della nostra vita pubblica. Rimpianto per il modo nel quale Barletta, anche verso di lui come verso altre figure di Cittadini ai massimi livelli istituzionali, abbia talvolta dimenticato i grandi servigi al nome della Città che Gaetano Nanula ha reso.
Nel 2010, Gaetano diede una ennesima prova del suo talento di intellettuale raffinato. Quando scrisse un altro dei suoi libri. Io scrissi questa recensione pubblicata su La Gazzetta del Mezzogiorno: “E’ sul filo di quella sua intelligente ironia sostenuta da tanti ricordi di vita e di umanità che Gaetano Nanula, barlettano, si concede, dopo tanti libri “importanti” su antiriciclaggio, lotta alla mafia e bilancio delle imprese, lui generale della guardia di finanza a riposo nonché docente universitario pluripremiato, una simpatica… evasione nel mondo più leggero dei racconti.
Ha scelto un titolo per questo suo volumetto appena uscito in libreria (Giunti Editrice Firenze) che cela dietro l’apparente ingenuità, “Bolle di sapone” per l’appunto, un indice di diciassette capitoli nei quali l’autore ci accompagna con mano leggera, ma altrettanto minuziosa e densa di dettagli, a conoscere innanzitutto se stesso, oltre l’uniforme e gli alti gradi: col sapore tutto sinceramente autobiografico offerto da chi desidera coinvolgerti nel saperne di più, in quella conoscenza lunga quanto la sua vita, vissuta fra Barletta, la Lombardia, Roma, la Guardia di Finanza, gli incarichi investigativi, il comando, gli anni duri della guerra e del dopoguerra, le conferenze in mezzo mondo, le amicizie, come scriverà nelle ultimissime parole prima del finale, “dandoci la mano ad ogni incontro con la predisposizione a essere felici della felicità altrui”.
Ma scoprirete un insospettabile filosofo sotto la divisa? Leggerete le memorie di un generale in pensione? Chi conosce Gaetano Nanula lo stima innanzitutto come persona sempre cordiale, modesta, che ha studiato e faticato per diventare generale comandante in seconda della Finanza.
Una persona, come disse quando lo ospitammo come ex alunno al Cassandro in occasione dell’ottantesimo anniversario della nostra scuola a maggio del ’96 (ero presidente del consiglio d’istituto), “che fra quei banchi aveva preso il brevetto di cittadino insieme al diploma da ragioniere”…
Dagli anni della gioventù, di strada, Gaetano Nanula ne ha fatta davvero tanta, e sono notevolissime le sue fatiche editoriali nel campo della ricerca scientifica finalizzata al sapere in quell’intricato sistema di leggi, regolamenti e discipline che governano la fiscalità come tutela dell’ordine tributario statale.
Rimaniamo dunque piacevolmente sorpresi da questa sua “evasione” nel racconto: altro che “Bolle di sapone”! Queste sue pagine, scritte puntigliosamente ma con estro ben diverso condito da un pizzico di nostalgia, riescono a prenderti nella lettura. Sono l’invito a rivisitare pezzi segreti della sua personale storia nella quale ci riconosciamo un po’ tutti: il papà contadino che l’accompagna alla stazione con la valigia, la mamma che risolve i mille problemi di una famiglia numerosa, gli anni dell’addestramento con gli alpini, le prime soddisfazioni, le donne e l’amore, il ritorno a Barletta, l’amico consigliere di stato…
E ovviamente ci sono pure le delusioni, come c’è anche una certa morale tutta nostrana, come quella riassunta nel capitolo “L’impegno politico”, dove Nanula si duole ancora di essersi candidato su invito dell’amico senatore, convinto davvero che i concittadini lo avrebbero eletto: e invece, scrive, andarono a regalare voti ai cosiddetti “candidati esterni”…Ma il generale-scrittore non se la prende più di tanto e, dopo averci fatto navigare il periplo completo della propria esistenza con aneddoti e “bolle di sapone” dall’apparenza ingenua ma specchio fedele della vita riflessa dentro, conclude: “Occorre destinare al bene di tutti i risultati della ricerca e del sapere, rinunciando agli egoismi, alle prospettive di potenza e ai progetti di dominio. Che sia proprio questa la via da seguire per ritrovare il Paradiso terrestre?”

Nino Vinella

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