RICCHIONI VINCENZO

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RICCHIONI VINCENZO

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Firenze 7 luglio 1891 – Bari 16 febbraio 1960

Agronomo, accademico e politico. Laureatosi nel 1912 in Lettere a Firenze e nel 1914 in Giurisprudenza a Siena, dopo la Prima guerra mondiale ottenne l’abilitazione alla libera docenza in Economia agraria. Fu professore universitario dal 1938 ed insegnò economia e politica agraria nell’Università degli studi di Bari, di cui fu preside della facoltà di agraria. Fu direttore dell’osservatorio di economia agraria per le Puglie e la Lucania e, tra il 1924 e il 1941, Fu deputato del Regno d’Italia per 4 legislature, dal 1924 al 1943; Dopo la caduta del fascismo continuò la sua attività accademica e ricoprì il ruolo di Rettore dell’Università degli Studi di Bari dal 1952 al 1960.

Il Prof. Vincenzo Ricchioni, Rettore dall’anno accademico 1951 al 16 gennaio 1960, giorno della sua morte, colto da improvviso malore al suo posto di lavoro, è nato a Firenze il 7 luglio 1891. Proveniente da antica famiglia di Palo del Colle, dove amava ritornare, aveva conseguito giovanissimo la laurea in Lettere a Firenze, successivamente si trasferì a Siena nel 1914, come assistente e conseguì la laurea in Giurisprudenza. Considerò, sempre, Firenze così “onusta di storia e di gloria” come il suo luogo dell’anima e tuttavia si sentì sempre pugliese, legatissimo alla terra dei suoi avi.

Al termine della Prima guerra mondiale, alla quale aveva partecipato con merito, riprese gli studi, dedicandosi all’Economia Agraria, disciplina in cui ottenne la libera docenza. Fu, poi, professore incaricato e successivamente di ruolo nel 1938 presso l’Istituto Superiore di Scienze economiche e commerciali. Istituita la Facoltà di Agraria, fu chiamato a ricoprire la cattedra di Economia e Politica agraria e fu il primo Preside della Facoltà (1938-39).

È stato anche prorettore. Insigne studioso, fu storico dell’economia agraria, profondo conoscitore e innovatore dell’agricoltura meridionale. Benemerito della P.I. è stato insignito di due medaglie d’oro nel 1939 e nel 1957.

Purtroppo, nel periodo più drammatico e tormentato dell’immediato dopoguerra, fu vittima del provvedimento di dispensa dal servizio con effetto immediato in data 10 giugno 1944 e successivo del 18 luglio 1946. Fu riabilitato con D.M. giugno 1948 e reintegrato in servizio, avendo svolto nel Suo ruolo di parlamentare solo attività di carattere tecnico-economico.

Numerose le realizzazioni durante il suo rettorato come nelle significative parole al termine del primo anno del mandato: “Ci avviamo ormai verso la completa “Universitas studiorum’ e di tanto dobbiamo essere grati ai poteri responsabili, ma istituite le nuove facoltà, che sono frequentatissime, perché rispondenti a reali e profonde esigenze dell’orientamento professionale di giovani, è necessario che esse dispongano di sedi adatte e di mezzi opportuni… Uno dei problemi, infatti, della nostra Università è quello edilizio e per risolvere siffatto problema edilizio io vo meditando se non è il caso di chiamare a raccolta tutti gli enti locali di Puglia e Lucania e costituire così, con il concorso dello Stato, a somiglianza di quanto si è praticato in altre Università del nostro Paese come a Torino, Padova, Pisa ed altre ancora, un grande Consorzio per l’edilizia universitaria, che possa affrontare e risolvere senza ulteriori dilazioni, i nostri imponenti problemi”.

All’impegno per risolvere i problemi dell’edilizia e delle dotazioni di laboratori per un’efficiente didattica non trascurò il richiamo alla serietà degli studi dopo la lunga parentesi della guerra e del dopoguerra.

“Compreso di queste necessità mi sono adoperato perché si fosse instaurata dappertutto una severa disciplina degli studi, fosse stata regolata la materia degli incarichi d’insegnamento, delle commissioni di esami, degli esami e di quanto altro attiene alla migliore organizzazione didattica. In questo campo sono stato forse troppo insistente, tanto da meritarmi qualche critica. Taluni fatti, però, che sono seguiti sembrano avermi dato ragione. Comunque, desidero che da parte di quei pochi miei censori -remittantur mihi peccata multa, quoniam dilexi multum”.

Anno dopo anno l’Università diventò un grande cantiere, partirono gli appalti per i lavori nel Policlinico, per il trasferimento definitivo delle cli- niche mediche e la sistemazione delle Facoltà di Lettere e Filosofia e di gran parte di quelle di Scienze nei locali lasciati liberi per le urgenti riparazioni per i palazzi dell’Ateneo, a lungo trascurati a causa della guerra, del palazzo della Facoltà di Economia e Commercio, occupato e devastato dalle truppe straniere di stanza a Bari, dell’edificio della Facoltà di Agraria, costruito durante l’immediato dopoguerra, ma privo delle necessarie opere di rifinitura per il minimo della funzionalità.

La Casa dello studente con la Foresteria per i professori, auspicata fin dal primo momento del suo insediamento, divenne una realtà e fu progettata per essere la più capace e la più attrezzata di quelle italiane ed una delle maggiori d’Europa.

Egli ha lasciato nei suoi scritti l’impronta di vasto sapere ed una profonda preparazione letteraria e filosofica.

Vincenzo Ricchioni è stato una splendida figura carismatica dell’Ateneo

barese, grande protagonista, come docente, parlamentare, imprenditore agricolo, amministratore della crescita dell’Università di Bari, all’indomani del disastro bellico e del risveglio sociale del Mezzogiorno. All’immensa capacità manageriale, Vincenzo Ricchioni univa una profonda cultura umanistica, che si evince dalla eleganza dei suoi discorsi e dalla prassi di collocare lapidi in latino a ricordo di avvenimenti di rilievo dell’Università.

 

Opere:

  • Lavoro agricolo e trasformazioni fondiarie (1929)
  • Aspetti economici di aziende latifondistiche (1936)
  • L’economia dell’agricoltura pugliese (1940)
  • Studî storici di economia dell’agricoltura meridionale (1952).

 

Cariche, titoli, onorificenze:

  • Deputato al Parlamento per quattro legislature (1924-39), durante le

quali promosse importanti iniziative a favore del Mezzogiorno;

  • Componente del Comitato Promotore per la Fiera del Levante;
  • Presidente degli Agricoltori baresi dal 1929 al 1941
  • Presidente della Cattedra Ambulante di Agricoltura e della Stazione

Agraria Sperimentale;

  • Presidente dei Consorzi per la Olivicoltura e la Viticoltura e poi della

Cerealicoltura;

  • Promotore della Mutua pugliese per infortuni agricoli, poi incorporata nell’I.N.A.LL.;
  • Promotore del Consorzio di Bonifica del Locone e Basentello e, quindi, della Fossa Premurgiana;
  • Vicepresidente dell’Accademia Pugliese delle Scienze (1941-46);
  • Presidente della Stazione Agraria Sperimentale di Bari.

 

È venuto a mancare il 16 gennaio 1960 e nel cinquantenario della morte

è stato commemorato nell’Aula Magna dell’Università il 18 febbraio 2010 con le testimonianze di molti suoi estimatori.

 

(biografia tratta dalla rassegna di Vittorio Marzi “I Rettori dell’Ateneo barese 1925-2015” Adda Editore, 2015)

http://www.idrometra.it/ps/agricoltura/4543-gino-ricchioni-mio-padre.html

GINO RICCHIONI, MIO PADRE. VINCENZO RICCHIONI. 1891-1960

Gino Ricchioni, Mio padre. Vincenzo Ricchioni. 1891-1960, s.n., s.l. 1989, pp. 188.

Indice:

Massimo Bartolelli, Premessa;

Gino Ricchioni, Introduzione;

Alfredo Panerai, Vincenzo Ricchioni: maestro ed esempio nella scuola e nella vita;

Giuseppe Medici, Vincenzo Ricchioni nel ricordo di un amico;

Pasquale Villani, Incontro con gli studi di Vincenzo Ricchioni;

Gino Barbieri, Come ricordo Vincenzo Ricchioni;

Ernesto Quagliarello, Vincenzo Ricchioni e l’Università di Bari;

Franco Silvestri, Un capitolo oscuro – Arrigo Serpieri, Lettera all’amico Ricchioni in un momento triste per ambedue;

Elenco cronologico delle principali pubblicazioni di Vincenzo Ricchioni;

Mario Sansone, La tesi di laurea di Vincenzo Ricchioni;

Giuseppe De Meo, Vincenzo Ricchioni storico della civiltà meridionale;

Silvana Mazzone Ruggiero, L’agricoltura pugliese nella prima metà del secolo XIX e le innovazioni tecniche di Pietro Ravanas nel settore della produzione olearia;

Manlio Rossi Doria, La Puglia agricola di Vincenzo Ricchioni;

Vittorio Marzi, Il contributo di Vincenzo Ricchioni alla conoscenza della mandorlicoltura pugliese;

Francesco M. De Robertis, Le ricerche di Vincenzo Ricchioni sulla proprietà privata in terra di Bari e la loro validità ai fini della storia socioeconomica del territorio;

Valeria Pizzini, Vincenzo Ricchioni e i problemi dell’agricoltura pugliese tra le due guerre;

Salvatore Garofalo, Cronache di politica agraria;

Mario Assennato, La prammatica XXIV del 1792 ebbe esecuzione: le vicende della censuazione di Gravina di Puglia ed il pensiero di Vincenzo Ricchioni;

Lorenzo Palumbo, Premesse per uno studio delle comunità rurali di Capitanata a metà Settecento.

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