ZINGARELLI NICOLA

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ZINGARELLI NICOLA

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Cerignola, 28 agosto 1860 – Milano, 6 giugno 1935

Docente di Storia comparata delle Lingue e Letterature neolatine all’Università di Palermo, “Padre” del Vocabolario della lingua italiana; La bibliografia dei suoi scritti è eccezionale; puntuali ed eleganti i suoi contributi relativi agli studi danteschi.

Nacque da Girolamo e Teresa Longo e si laureò in lettere nell’Università di Napoli il 29 giugno 1882. Successivi studi di perfezionamento lo portarono · a Breslau alla scuola del Gaspary ed a Berlino a quella del Tobler.

«Entrato nell’insegnamento medio, lo troviamo a Palermo, a Campobasso, a Ferrara, a Napoli. Nel 1901 vince il concorso per la cattedra di neolatine nella R. Università di Palermo, ove insegnò fino al 1916. Alla morte di Francesco Novati fu invitato a succedergli a Milano, ma mutò le neolatine con la letteratura italiana alla morte di Michele Scherillo; che gli fu caro compagno negli studi giovanili alla scuola del D’Ovidio e al quale fu pure invitato a succedere ».

Fu membro effettivo del R. Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e della R. Accademia · della Crusca, nonché socio corrispondente dell’Accademia di Archeologia, Arti e Lettere di Napoli. « Ha sempre atteso con indomito ardore – dice dì lui Saverio La Sorsa – agli studi di lingua e letteratura italiana, francese antica, provenzale e spagnola, ed ha collaborato in molte riviste italiane e straniere. Diresse per vari anni con E. Percopo la «Rassegna Critica della Letteratura Italiana» (voI. 30) e gli « Studi di Letteratura Italiana» (vol.13), ed illustrò soprattutto i nostri maggiori: Dante e Petrarca».

Paolo D’Ancona, nell’opuscolo Nicola Zingarelli, così lo ricorda: «Piccolo, tarchiato, tondo nel volto e nella persona, Nicola Zingarelli era quanto al fisico uno di quegli uomini che si dicono tagliati con l’accetta. E neanche alcuna ricerca di eleganza in lui, meridionale, nella cura della persona e del vestire. La semplicità estrema dell’uomo traspariva da ogni particolarità del suo fisico, caratteristico, anzi in taluni atteggiamenti un tantino umoristico. Quando per tema dei mille pericoli della strada, più vicini a chi, come lui, era affetto da forte miopia, lo vedevamo traversare come un piccolo bolide una grande arteria cittadina, non potevamo fare a meno di sorridere e, dato che si trattava di un illustre dantista, i versi dell’Alighieri accennanti al transito dal pelago alla. riva, venivano spontanei alle labbra.

Chi ebbe occasione di vederlo nell’intimità del suo studio non potrà dimenticarlo mai; libri per tutto, sui tavoli, sulle sedie, per terra disposti fra questo cumulo di carte e di volumi si vedeva emergere la testa dello Zingarelli, sormontata da un grande berrettone di seta scura, quasi a personificare uno di quei tanti geni o spiritelli medioevali che la sua indagine aveva perseguito e posto in onore».

La bibliografia degli scritti di Nicola Zingarelli è eccezionale e particolarmente densa: essa comprende ben 357 « numeri» e gli venne offerta da amici, colleghi ed ammiratori in occasione del 50° anniversario della sua laurea. «Basta gettarvi un’occhiata – sostiene il D’Ancona – per constatare con quanta genialità e larghezza di vedute lo Zingarelli fosse solito passare ai campi più diversi d’indagine culturale ».

Tra la fine del 1934 e l’inizio del 1935 Nicola Zingarelli aveva acquistato in Cerignola una casa di campagna, circondata da orto e vigna, che aveva battezzato « Il riposo» e nella quale contava di passare gli ultimi anni della vita, in pace, con la consorte e con i figli, « alternando le occupazioni dei campi alla cura della sua mirabile biblioteca»; non poté farlo, perché pochi mesi dopo, mentre era ancora a Milano, la morte lo colse il 6 giugno 1935.

« La sua mirabile biblioteca », ricca di oltre 5.000 opere, venne acquistata molto opportunamente dall’ Amministrazione Provinciale di Capitanata e forma il « fondo» diviso in due sezioni presso la Biblioteca Provinciale di Foggia: la « Dantesca », che contiene opere su Dante e Petrarca, e la « Nicola Zingarelli », comprendente opere di varia letteratura, ed in particolare provenzale e romana. La «stima», in occasione dell’acquisto, venne effettuata da Romolo Caggese.
Le spoglie dell’insigne letterato riposano nella sua Cerignola.

OPERE

Fra le sue opere, quelle appresso elencate sono le più rappresentative:
– Parole e forme della Divina Commedia aliene dal dialetto fiorentino (Roma, 1884).
– A. Gaspary: storia della letteratura italiana, trad. (Torino, 1887).
P. F. Bertioli: Rime, introd. e note (Napoli, 1895).
La personalità storica di Folchetto da Marsiglia (Napoli, 1897).
Dante, 2 volI. (Milano, 1898-1902).
Intorno a due trova tori in Italia (Firenze, 1899).
Il canto XV dell’Inferno (Firenze, 1900).
Il canto XX del Purgatorio (Firenze, 1902).
Documentum liberalitatis (Napoli, 1903).
La vita di Dante in compendio (Milano, 1905).
Il Canzoniere di Dante (Firenze, 1906).
Il Guillame de Palermo (Palermo, 1906).
Re ManfredineHa memoria di un trovatore (Palermo,1907);
L’unità della Chanson de Roland (Roma, 1907),
– Bertrand de Born e la sua bolgia (Roma, 1908).
– G. Boccaccio: le opere scelte ed illustrate (Napoli, 1913).
F. Novati ele origini della poesia italiana (Napoli, 1917).
-” Il canto XXIX dell’Inferno (Firenze, 1917).
– La vita di Dante in relazione al suo svolgimento intellettuale(Firenze, 1917).
– Vocabolario della lingua italiana (Milano; 1922).
– La falsa attribuzione del fiore a Dante (Napoli, 1922).
– I figli di Dante (Firenze, 1923).
– Le tarde origini della poesia, italiana (Roma, 1923).
– Piccolo dizionario della lingua italiana (Milano, 1924).
La Vita di Dante con un’analisi della Divina Commedia (Milano, 1924).
F.Petrarca: Le Rime secondo l’autografo (Firenze, 1926).
F. Petrarca: Le Rime e i Trionfi, a cura (Firenze, 1927).
Scritti vari (Milano, 1928′).
D. Compagni: Cronica,a cura (.Firenze, 1930).
La vita, i tempi e l’opera di Dante. 2 voll. (Milano, 1931).
L. Ariosto: Orlando furioso, introd. e commento (Milano, 1934).
D. Alighieri: La Divina Commedia. Esposizione, testo e
varianti di edizioni e codiciinsigni (Bergamo, 1934).
– Scritti di varia letteratura (Milano; 1935).

BIBLIOGRAFIA

CAPUTO, V. Storici d’Italia. Milano, 1966.
D’ANCONA, Paolo. Nicola Zingarelli. Estratto da Emporium, agosto 1935.
DE GUBERNATIS, Angelo. Dictionnaire international des escrivains du monde latino Con supplemento e indice. Firenze, 1905.
DE GUBERNATIS, Angelo. Dizionario biografico degli scrittori contemporanei. Ornato di oltre 300 ritratti. Firenze, 1879.
FIORE, E. Bibliografia degli scritti di Nicola Zingarel/i. Milano, 1933.
GAROLLO, G. Dizionario biografico universale. Milano, 1907.
LA SORSA, Saverio. La Città di Cerignola nel Secolo XIX. Prefazione di Nicola Zingarelli. Molfetta, 1931.
Nicola Zingarelli. Scritti vari e inediti nel I centenario della nascita Cerignola, 1963.
PIOVENE, Guido. Nicola Zingarelli. In: Rivista Letteraria. Tolmezzo, 1933.
RACCOLTA (LA) degli scritti letterari di Nicola Zingarelli. Milano, 1935.
ROVITO, T. Dizionario bio-bibliografico dei letterati e giornalisti italiani contemporanei. Napoli, 1907.
SORRENTI, Pasquale. Repertorio bibliografico degli scrittori pugliesi contemporanei. Bari, 1976.
VALLONE, Aldo. Correnti letterarie e studiosi di Dante in Puglia. Foggia. 1966.
VALLONE, Aldo. Nicola Zingarelli dantista. Bologna, 1969.
VIOLANTE, A. Almanacco di Puglia. Bari, 1926.

https://www.facebook.com/premio.zingarelli/posts/-nicola-zingarelli-nasce-a-cerignola-il-28-agosto-1860-da-girolamo-e-teresa-long/401948626668698/..

Zingarelli fu illustre letterato, critico, umanista e filologo. Proveniente da una famiglia di modesta estrazione culturale, compì gli studi di scuola superiore tra Lucera (ginnasio) e Napoli (liceo), dove si laurea in Lettere nel 1882. Muore a Milano il 7 giugno 1935

La formazione culturale di Nicola Zingarelli fu sin dai primissimi anni qualificata tanto per la presenza di maestri del calibro di Vincenzo Padula e Francesco Torraca, quanto per gli interessi personali nei confronti degli studi storici, di storia della letteratura e di linguistica, di Filologia romanza e di Letteratura popolare, rinforzati dagli Studi Superiori e di perfezionamento a Firenze nel 1883 a fianco di Pio Rajna, Pasquale Villari, Alessandro D’Ancona, Isidoro Del Lungo. Dopo un soggiorno in Germania, a Breslavia, nel 1884, quale vincitore di una borsa di studio in un corso di perfezionamento diretto da Adolfo Gaspary, mise a punto l’idea di una traduzione della Storia della Letteratura italiana del suo maestro, dandola alla stampa a Torino per i tipi della Loescher nel 1887.
Rientrato in Italia, riprese l’attività didattica in alcune scuole di Palermo, Campobasso, Ferrara e Napoli fino al 1901, anno in cui vince un concorso per l’insegnamento di Storia comparata delle Lingue e Letterature neolatine all’Università di Palermo. Gli anni di Palermo sono molto intensi e diversificati per la sua attività didattica, vedendolo impegnato anche nell’ambito dell’Archelogia e di cariche istituzionali in qualità di preside della sua facoltà.

La formazione e l’insegnamento

Nel 1916, morto Francesco Novati, gli succede alla cattedra milanese di Lingue e letterature romanze presso l’Università Statale, che tenne fino al 1931, quando, morto Michele Scherillo, subentrò nell’insegnamento di Letteratura italiana.

“Padre” del Vocabolario della lingua italiana

Forte di una solidissima conoscenza delle lingue classiche e di una massiccia e corretta competenza filologica, dal 1912 Zingarelli inizia a occuparsi con estrema accuratezza dell’ambizioso progetto dell’edizione del Vocabolario della lingua italiana e dal 1917, per conto della casa editrice Bietti, fondata a Milano nel 1870 da Angelo Bietti e condotta più tardi dal figlio Antonio, ne avvia la pubblicazione in fascicoli, dedicata al mercato scolastico, pubblicazione che dal 1922 prosegue in volume. Attualmente il Vocabolario è pubblicato dalla Zanichelli con tiratura annuale. Perizia filologica e indagine storica sono altresì alla base delle collaborazioni con riviste, come la rivista napoletana Rassegna critica della letteratura italiana e istituti prestigiosi di cultura italiana, come nel caso della direzione della sezione disciplinare di Letterature romanze dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, diretta da Giovanni Gentile, delle illustri Accademie della Crusca e dell’Arcadia.
Non mancano, infine, oltre alle cure delle varie edizioni del Vocabolario prima della sua morte (1924, 1928 e 1935), grazie al suo versorio impegno intelligente e continuo, interessi più propriamente letterari nei confronti di tante pagine notevoli della cultura letteraria italiana e puntuali ed eleganti contributi relativi agli studi danteschi.
La pregevole libreria di Nicola Zingarelli, composta da oltre 8000 opere fra volumi ed opuscoli di grande interesse filologico-letterario, è conservata nel patrimonio dei Fondi speciali della Biblioteca Provinciale di Foggia “La Magna Capitana”.Nella foto:- il mezzo busto messo in posa nella villa comunale.

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