FRANCAVILLA ANTONIO

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FRANCAVILLA ANTONIO

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Bari, 12 giugno 1936 – 7 marzo 2021

Pioniere a livello mondiale nello studio del fegato; Tra i primi e più importanti studiosi della rigenerazione epatica di cui ha definito i meccanismi ormonali ed immunologici.

È venuto a mancare all’età di 84 anni e dopo malattia, il prof. Antonio Francavilla, uno dei pionieri a livello mondiale nello studio del fegato. Si deve a lui una delle scoperte scientifiche più importanti nella storia della cura della malattia epatica e del fegato: ALR (Augmenter of Liver Regeneration).

Il Professore Francavilla, Professore Emerito, Ordinario di Gastroenterologia all’Università

di Bari dal 1980, è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dal 1980 al 2015.

Dopo aver compiuto i suoi studi classici presso il Collegio Davanzati di Trani, si iscrisse alla

Facoltà di medicina e Chirurgia dell’Università di Bari nel 1954 conseguendo la Laurea a pieni voti cum laude nel 1960 frutto delle sue ricerche nel reparto di Gastroenterologia guidato dal Prof. Ottavio Albano nell’Istituto di Patologia Medica dell’Università di Bari diretto dal Prof Claudio Malaguzzi Valeri che, per la sua straordinaria propensione per la ricerca lo indirizzò a continuare la sua attività presso l’Istituto di Biochimica della Facoltà di Scienze biologiche, all’epoca diretto dal Prof. Ernesto Quagliariello, dove compì studi sulle attività mitocondriali epatiche.

Ritornato nell’Istituto di Patologia Medica con il titolo di Assistente universitario volontario, continuò le ricerche sulla funzione mitocondriale dell’epatocita soprattutto in corso di rigenerazione epatica; argomento quest’ultimo cui si appassionò e che sarà la costante più rilevante di tutto il suo percorso scientifico. Studi che gli valsero la sua prima Libera Docenza in Biochimica nel 1965.

Divenuto nel 1969 Assistente universitario di ruolo, creò un suo ben attrezzato laboratorio nell’Istituto di Clinica medica I dove continuò le ricerche sulla rigenerazione epatica post resezione o post intossicazione da CCl4 dirigendo la sua attenzione sui meccanismi alla base del fenomeno. Nel contempo approfondì le implicazioni dei nucleotidi ciclici in diverse situazioni fisiologiche e sotto lo stimolo farmacologico soprattutto nelle patologie gastriche.

Tutto ciò continuando la sua attività clinica e la sua progressione in carriera con la seconda

libera Docenza in Clinica medica e l’incarico di insegnamento di Gastroenterologia nel 1973.

Ormai conosciuto tra i primi e più importanti studiosi della rigenerazione epatica, iniziò nei primi anni ‘70 i suoi lunghi soggiorni di studio all’Università di Denver negli Stati Uniti

accanto al Prof. T. E. Starzl, il padre del trapianto di fegato, dove trovò le condizioni ideali per continuare le ricerche sui fattori stimolatori e limitatori (ormonali ed immunologici), della rigenerazione, successivamente proseguiti dal 1982 sino al 2015 presso l’Università di

Pittsburgh sempre in diretta collaborazione con il Prof. Starzl.

Questa pioneristica ed epocale esperienza ha consentito al prof Francavilla di promuovere

numerose collaborazioni con gruppi di ricerca nazionali ed internazionali e favorire la formazione di molti studiosi italiani nel campo dei trapianti, e non solo di fegato.

Divenuto Professore ordinario di Gastroenterologia nel 1980 e Direttore UOC nel 1984 al prof. Francavilla si deve la notorietà della Scuola Gastroenterologica pugliese con particolare riferimento al trapianto di fegato ed alla nutrizione artificiale ma anche al rafforzamento della disciplina a livello nazionale con la sua attiva ed infaticabile attività per le due principali Società scientifiche gastroenterologiche, SIGE, di cui è stato Segretario e Presidente fino al 1999, e successivamente della EGI. In questo periodo si fa promotore dell’acquisto della “Casa” della SIGE che in piena autonomia permette la vita stessa della Società e dei suoi organi scientifici e didattici.

Il prof. Francavilla autore di più di 400 pubblicazioni, ha ricevuto onorificenze per i suoi studi ed in particolare per l’isolamento dell’ALR, proteina attivamente coinvolta nel processo rigenerativo del fegato.

Negli anni più recenti è stato Direttore Scientifico dell’IRCCS di Castellana Grotte, dove ha

continuato a promuovere la ricerca scientifica non trascurando i suoi rapporti internazionali.

Essergli accanto rappresentava una sfida quotidiana: il suo dirompente entusiasmo, il rigore della ricerca scientifica e l’attaccamento al paziente hanno formato generazioni di Medici e Gastroenterologi che oggi si riconoscono come suoi “allievi”.

 

Prof. Alfredo Di Leo                                                                             Prof. Carmine Panella


In Memoriam – SIGE

https://sigeitalia.it › Docs › Necrologio_Francavilla

https://www.baritoday.it/attualita/morto-professor-antonio-francavilla-gastroentorologia-uniba.html

Addio al professor Antonio Francavilla: fu uno dei pionieri della ricerca internazionale sul fegato

Ordinario di Gastroenterologia dell’Uniba, è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dal 1980 al 2015. Si è spento all’età di 84 anni

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Addio al professor Antonio Francavilla: fu uno dei pionieri della ricerca internazionale sul fegato

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L’Università degli Studi di Bari dice addio al professor Antonio Francavilla. Considerato uno dei pionieri a livello mondiale nello studio del fegato, Francavilla si è spento all’età di 84 anni. Professore Emerito, Ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Bari, è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dal 1980 al 2015.

A dare notizia della scomparsa è la Scuola di Medicina dell’Università di Bari, attraverso il proprio canale Fb.

Autore di più di 400 pubblicazioni scientifiche, ha svolto “una attiva e infaticabile attività” per le due principali Società scientifiche gastroenterologiche, SIGE, di cui è stato Segretario e Presidente, ma anche di FISMAD e di AISF. Il prof. Francavilla ha ricevuto onorificenze per i suoi studi ed in particolare per l’isolamento dell’ALR, proteina attivamente coinvolta nel processo rigenerativo del fegato.  Negli anni più recenti è stato Direttore Scientifico dell’IRCCS di Castellana Grotte.

Tra i primi e più importanti studiosi della rigenerazione epatica di cui ha definito i meccanismi ormonali ed immunologici – ricordano dalla Scuola di Medicina dell’Uniba – il prof. Francavilla ha posto le premesse per alcune delle terapie oggi diventate standard nella cura delle malattie del fegato come il trapianto di fegato split e da vivente di cui è stato anche promotore dell’iter parlamentare di approvazione in Italia nei primi anni ’90.

La sua attività inizia negli anni ‘70 all’Università di Denver negli Stati Uniti e prosegue dal 1982 sino al 2015 a Pittsburgh accanto al prof. Starzl, il padre del trapianto di fegato. Una “pionieristica ed epocale esperienza” che consente al prof. Francavilla di promuovere numerose collaborazioni con gruppi di ricerca nazionali ed internazionali e favorire la formazione di molti studiosi italiani nel campo del trapianto di fegato.  A Francavilla si deve la nascita della Scuola Gastroenterologica pugliese con particolare riferimento al trapianto di fegato ed alla nutrizione artificiale ma anche al rafforzamento della disciplina a livello nazionale.

Grazie alla innata curiosità intellettuale e alla intuizione dei suoi Studi, il Prof. Francavilla è stato fautore di molte innovazioni in campo clinico e tecnologico “che (come raccontano i suoi allievi, testimoni di quegli anni incredibili) hanno rappresentato per tutti noi le basi di una evoluzione che fa della Scuola pugliese un punto di riferimento nazionale”. In quegli anni invece i risultati ottenuti negli Usa dal professore facevano di Bari il laboratorio a livello internazionale”. “Ad ogni suo ritorno – ricordano i suoi allievi – dagli Stati Uniti portava con entusiasmo novità straordinarie a Bari. Come, per esempio il primo apparecchio Fibroscan che rappresentò una novità in Italia per la valutazione della fibrosi epatica”.

“Essergli accanto rappresentava una sfida quotidiana: il suo dirompente entusiasmo, il rigore della ricerca scientifica e l’attaccamento al paziente hanno formato generazioni di Medici e Gastroenterologi che oggi si riconoscono come suoi “allievi”, dice il prof. Alfredo Di Leo. “Il prof. Francavilla – ricorda il prof. Francesco Giorgino, direttore del Dipartimento dell’Emergenza e dei trapianti di organi – è uno dei padri fondatori di questo Dipartimento (Deto)”. “Egli – aggiunge Giorgino – ha dato un contributo fondamentale legato alla ricerca innovativa, soprattutto nel campo della trapiantologia e rigenerazione del fegato, ed è stato un punto di riferimento per generazioni di medici e ricercatori”.

“La scienza – dice il prof. Loreto Gesualdo, presidente della scuola di Medicina dell’Università di Bari e Coordinatore regionale dei trapianti – deve moltissimo al prof. Francavilla. I suoi studi, le sue intuizioni, la sua intelligenza, la sua grande capacità di comunicare, con chi gli era accanto e nei confronti dei pazienti, resteranno un pilastro nella Storia della medicina e dei trapianti. Un insegnamento importante per tutti gli studenti di Medicina, di ieri e di domani. Negli ultimi decenni quando si parlava di fegato e di ricerca non si poteva non fare riferimento al prof. Francavilla, la cui storia e i risultati scientifici restano una eredità per tutti noi”.

(foto Fb Scuola di Medicina – Uniba)

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